Azienda
La Masseria, che si presentava negli anni settanta con pochi fabbricati quasi intatti e molti ruderi, è stata restaurata con grande attenzione a ricostruirla nel rispetto delle sue origini.
La disposizione dei fabbricati e il nome conservato alle singole case, raccontano come era organizzata l'attività agricola e zootecnica nell'ottocento: gli ovili e i ricoveri dei bovini nella parte alta, posti a semicerchio; le abitazioni delle maestranze alla base, vicine ai locali delle lavorazioni. 
L'unicità di quest'azienda è rappresentata dalla vista di panorami bellissimi da ogni punto e dalla prevalenza della vegetazione: arbusti fioriti, siepi profumate, alberi di agrumi e macchia mediterranea sovrastano letteralmente tutto, dando l'immagine di un grande giardino che regala tranquillità e senso di isolamento.
L'Azienda prende il nome dalla Torre trecentesca, costruita come baluardo di difesa per il paese di Albidona (che sta alle spalle, a circa 800 metri di altitudine).
La proprietà agricola, di circa 90 ettari, si stende su tre terrazze degradanti e arriva fino al mare, con una pineta e uno spazio verde attrezzato e ben curato, che lambisce la spiaggia. C'è abbastanza spazio per allevare un gregge di pecore, due cavalli e i maialini neri tipici della zona; per coltivare il terreno con metodo biologico, senza disturbare i turisti, anzi fornendo loro spunti di interesse.
Gli attuali proprietari sono discendenti della famiglia che la possiede dal 1800 circa. Una famiglia dalle lontane origini albanesi (dalla una delle diaspore seguite alle imprese gloriose di Scanderbeg), giunta alla corte del re di Napoli alla fine del XVII secolo e poi insediata nei possedimenti del Duca di Campochiaro e del Marchese Pignone del Carretto, grandi feudatari della zona.
